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Bonus 110%, è possibile cambiare idea sulla cessione del credito

Bonus 110%, è possibile cambiare idea sulla cessione del credito

Cessione del credito, per le rate residue ma solo dopo il 2020

Si può modificare la propria scelta in materia di cessione del credito, a patto che lo si faccia una sola volta e che i lavori che danno diritto all’incentivo fiscale, siano stati effettuati nel 2020 o nel 2021, non prima.

A pochi giorni dalla scadenza per la comunicazione per via telematica dell’opzione di cessione del credito o dello sconto in fattura - il termine ultimo era il 15 aprile - una risposta dell’Agenzia delle Entrate permette a molti di tirare un sospiro di sollievo per il futuro. Il Fisco ha infatti precisato che è possibile modificare la propria scelta per le rate residue e convertire la detrazione fiscale in cessione del credito.

Quale riferimento normativo l’ente cita l’articolo 121 del decreto legge n. 34/2020, in cui si parla della possibilità di esercitare l’opzione per la cessione del credito, in alternativa alla fruizione diretta delle detrazioni, per gli interventi indicati nel comma 2 dello stesso articolo, tra i quali sono inclusi: il recupero del patrimonio edilizio, interventi di efficienza energetica, l’adozione di misure antisismiche, il recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti e l’installazione di impianti fotovoltaici.

L’opzione può essere esercitata anche per le rate residue di detrazioni non ancora usufruite e, in tal caso, deve riferirsi a tutte le rate restanti ed è irrevocabile (circolare n. 24/2020).
Perciò, chi ha deciso in prima battuta di usufruire direttamente della detrazione suddividendo il credito maturato in cinque o dieci rate annuali di pari importo (a seconda che siano interventi riferiti al superbonus o agli altri ecobonus) può successivamente convertire questa scelta in una cessione delle rate non ancora usufruite.

Unica condizione posta alla variazione è che «la richiesta di cessione del credito, compresa quella relativa alle rate non ancora usufruite, può essere effettuata solo se le spese che danno diritto alle detrazioni sono state sostenute negli anni 2020 e 2021».

Sempre riferendosi allo stesso argomento e al medesimo articolo dall’Agenzia spiegano che: «Oltre al classico caso di cessione nei confronti dei fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi, o a quello in favore degli istituti di credito e degli altri intermediari finanziari, possono essere destinatari della cessione altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti), anche se familiari».

Non c’è possibilità invece, per chi ha realizzato interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico nel 2019 o negli anni precedenti. Ad esclusione del biennio 2020-2021, infatti, non è possibile cedere le rate residue a una banca, un’assicurazione o alle Poste, vendendo loro il credito residuo.