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Bonus 110%, la proroga arriva dopo la semplificazione di atti e procedure

Bonus 110%, la proroga arriva   dopo la semplificazione di atti e procedure

Prima regole più semplici, poi la proroga al 2023

«Per il Superbonus al 110% sono previsti, tra Pnrr e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Non c’è alcun taglio». Lo ha detto ieri il premier Mario Draghi nel commento alle misure del Recovery plan. E poi: «La misura è finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari (Iacp). È un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per l’ambiente. Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel disegno di legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021».

Fin qui le promesse. Come già sono state fatte. Ma su questi impegni, forse nemmeno dentro al governo c’è troppa convinzione se i senatori del M5S, pe primi, avvertono che rimandare alla legge di bilancio - quindi a fine anno - la questione delle coperture per garantire il prolungamento rischia seriamente di portare il Superbonus su un binario morto.
«Questa non è una misura che può vivere di incertezze o di “vedremo” perché gli operatori del settore, così come gli italiani – hanno spiegato in un intervento pubblico - che hanno chiesto preventivi, non possono aspettare che arrivi dicembre».

Un dato di fatto resta: nonostante da ieri tutte le categorie, imprese e professionisti, hanno fatto sapere che occorre sciogliere ogni incertezza intorno al futuro della maxi detrazione fiscale, in realtà l’incertezza sul futuro reale del superbonus comunque resta. Si apre però con uno spiraglio in più, vista anche l’autorevolezza di chi ha preso l’impegno. La proroga superbonus al 110% fino al 2023, quindi, rimane anche se solo a livello programmatico: la nuova misura non è finanziata dal Recovery ma la sua copertura finanziaria è rinviata alla prossima legge di Bilancio.

Perché questo rinvio, quindi? Il vero nodo di tutta questa manovra in realtà è legata alle difficoltà e alle complicazioni burocratiche e amministrative emerse nel quasi primo anno di applicazione del superbonus: troppe criticità, occorre una semplificazione. Per questo il governo avrebbe deciso di rinviare la proroga vincolandola a una nuova disciplina normativa. Solo a dopo aver messo mano alle regole, solo dopo aver tagliato le complessità, sfoltito i passaggi burocratici che in questo momento in molti casi stanno tenendo anche bloccati i cantieri o ritardando la partenza dei progetti.

In questo senso il Pnrr può invece dare un mano – e in un certo senso è una garanzia per il futuro del superbonus - contiene proprio quel provvedimento di semplificazione burocratica sulle pratiche per l’accesso alla detrazione fiscale in edilizia, con un decreto semplificazioni specifico annunciato in arrivo entro maggio 2021.

Il Pnrr prevede che «per far fronte ai lunghi tempi di ammortamento della ristrutturazioni degli edifici, per stimolare il settore edilizio, da anni in grave crisi, e per raggiungere gli obiettivi sfidanti di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni al 2030, si intende estendere la misura del Superbonus 110% dal 2021 al 2023». Anche se proprio nel documento sono confermate le regole della manovra 2021, e in particlare le stesse scadenze: «al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli Iacp, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022; al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente».

Nella sostanza, quindi, c’è l’impegno a prorogare il superbonus 110%, ma non c’è scritta la norma vera e propria, che arriverà con il Bilancio 2022 e con le nuove regole di applicazione. Molto più semplificate. A cominciare dalla “riforma” dell’attestato di conformità edilizia particolarmente complessa per gli edifici più vecchi e vetusti risalenti ai primi Anni 50, ma anche semplificazioni legati alla rete delle professioni tecniche e dalle associazioni imprenditoriali (con attese fino a 6 mesi per l’accesso agli archivi edilizi)». Queste misure di semplificazione saranno adottate con un provvedimento d’urgenza. Il decreto-legge che conterrà le misure sarà approvato entro maggio 2021.